giovedì 24 dicembre 2015

NBA, Los Angeles Clippers: quali prospettive dopo le sconfitte contro le big della Western Conference?

Ci risiamo, la sconfitta all'ultimo secondo 100-99 contro gli Oklahoma City Thunders ha riaperto le solite crepe all'interno dei Los Angeles Clippers. Ancora una volta l'interrogativo principale è quale tipo di squadra possano essere questi Clippers: finalmente pronti a vincere  un titolo, o eterni incompiuti?
Le mosse di mercato estive, volte ad allungare ed aumentare la qualità della panchina anche in termini di leadership, e il regolamento di alcune questioni di spogliatoio sembravano essere la strada giusta per svoltare definitivamente e togliersi di dosso l'etichetta di eterni incompiuti; tutto sommato anche le prime partite avevano dato l'impressione che effettivamente il turning point c'era stato. Invece nell'ultimo periodo, ed in particolare nell'ultimo weekend, ecco riaffiorare i vecchi fantasmi, con il culmine della sconfitta contro i Thunder, che rappresenta la quarta partita persa contro le big dell'Ovest. E allora che squadra sono i Clippers? Il rischio è quello di essere una squadra a metà tra l'essere vincente ed essere la solita eterna incompiuta.
I Clippers sono capaci di tutto: possono vincere con chiunque, ma anche perdere con chiunque; possono controllare e trovarsi avanti tutta la partita e alla fine perderla, e questo potrebbe succedere anche contro uno dei top team. Sicuramente i Clippers sono ancora una squadra in costruzione, perchè è evidente che i nuovi arrivi non si sono ancora integrati con chi già c'era, e le continue rotazioni ( alcune anche improbabili) denotano la ricerca di un equilibrio e della giusta combinazione tra i giocatori del roster. Sicuramente a Los Angeles credevano di essere molto più avanti da questo punto di vista ( specie pensando ai costi del roster), invece i fatti dicono il contrario. Prendendo a paradigma l'ultimo match contro i Thunder, esemplificazione di tutta la situazione Clippers, ha fatto rumore l'esclusione di Josh Smith, uno degli acquisti più importanti dell'estate dopo averlo strappato ai Rockets, a favore di Aldrich che finora il campo lo aveva visto molto poco. Rivers si è detto soddisfatto di lui ed ha assicurato che troverà molto più spazio nelle rotazioni; gli altri componenti del roster sommessamente hanno solidarizzato con Smith, perciò attenzione alla situazione spogliatoio... certo Smith non sarà felicissimo, anche perchè c'è il rischio che i giocatori vadano in confusione su quello che è il loro ruolo all'interno del roster.
Ma la partita contro i Thunder ha evidenziato un altro solito problema dei Clippers: finora abbiamo parlato di equilibrio del roster, di rotazioni, di una panchina che è stata allungata in modo da dare maggior supporto alle star; se si va a leggere le statistiche del match, si scopre che la panchina dei Clippers, con Aldrich e Stephenson in prima linea, è stata più produttiva di quella dei Thunder. Quello che è mancato ai Clippers è stato l'apporto dei loro uomini franchigia, ossia Paul e Griffin. Confrontando le loro statistiche con quelle di Durant e Westbrook, la bilancia pende decisamente a favore della coppia Thunder. Ciò apre all'ormai annosa questione: Paul e Griffin sono davvero superstar in grado di guidare una franchigia al titolo, o sono degli straordinari giocatori che però spariscono nel momento del bisogno? I fatti darebbero ragione ai sostenitori della seconda ipotesi; personalmente non mi sbilancerei perchè queste cose le dicevano anche di Jordan e Bryant, e sappiamo come è andata la storia, ma è innegabile che i due devono lavorare ancora per compiere definitivamente questo salto di qualità. Emblematico il finale di partita: Durant firma il canestro del sorpasso a 5" dalla sirena, rimessa Clippers e palla a Paul ( non in una posizione così comoda per tirare) che viene stoppato da Durant. Ora Durant non è che sia propriamente il miglior difensore della Lega, però quando entra in modalità playoff lo diventa, e riesce ad esserlo per quasi tutto il match.
Il finale di partita dimostra anche un'altra grave mancanza dei Clippers, non solo dei suoi due big: la mancanza di continuità nell'intensità di gioco. Concetto espresso anche da Rivers nel post-gara: "Se giocassimo sempre con quel tipo d'intensità, vinceremmo tutte le partite" ha dichiarato. Verissimo perchè i Clippers non giocano sempre con "quel tipo" d'intensità necessaria per vincere partite consecutivamente ed aprire serie importanti come quelle degli altri top team dell'Ovest. Anche i giocatori concordano su questo e dicono che stanno lavorando duro per trovare i giusti equilibri e per poter fare il salto di qualità ed arrivare al livello di Warriors o Spurs; devono farlo se vogliano togliersi di dosso l'etichetta di "mad Team": in fondo, nonostante tutto, non sono messi male e possono mantenere comunque un'ottima posizione playoff nella spietata tonnara della Western Conference.

martedì 8 dicembre 2015

NBA, inside Golden State Warriors: il ruolo di Steve Kerr


In questo straordinario avvio di stagione dei Warriors, con record ancora aperto (23 vittorie su 23 partite), non lo abbiamo ancora visto in panchina a causa delle operazioni alla schiena alle quali si è sottoposto, ma anche da fuori (ed egregiamente sostituito da Luke Walton) coach Steve Kerr è l'artefice di questa fantastica macchina che sono i Golden State Warriors.
Questa è la prima esperienza da coach per Kerr; dopo aver smesso nel 2003, ha studiato tantissimo il basket sfruttando il suo ruolo di commentatore tecnico, prima di diventare il general manager dei Phoenix Suns dell'era D'Antoni. Dall'anno scorso la chance di allenare i Warriors, un roster dal grandissimo potenziale, in crescita, ma che non riusciva a trovare continuità soprattutto nel momento chiave della stagione e con individualismi che non sempre erano messi al servizio del gruppo. L'arrivo di Kerr ha cambiato questo trend: innazitutto ha portato il concetto di gruppo a un livello superiore, intendendolo come appartenenza a una famiglia per la quale tutti devono lottare e tutti ricoprono un ruolo importante, anche chi esce dalla panchina, e alle cui leggi tutti devono sottostare. Con Kerr Curry è esploso definitivamente, così come Thompson; senza dimenticare Green e Barnes, forse sottovalutati al draft, la cui energia e apporto in difesa e attacco è imprescindibile; senza dimenticare Bogut, Iguodala e anche Barbosa, giocatori dati per finiti e non più in grado di essere importanti, e che invece dall'anno scorso sono rifioriti o quantomeno sono stati capaci di essere importanti nei momenti decisivi della stagione.
In tutti questi elementi c'è molto della storia personale di Kerr: dalla morte del padre quando lui era al college (e qui si potrebbe spiegare la volontà di ricercare e costruire una famiglia in ogni ambinete del basket dove è stato), al fatto che lui da giocatore è stato poco considerato all'inizio, capace infine di risultare decisivo con i Bulls, oltre che dato per finito e ancora tornato vincente con gli Spurs di Duncan e Popovich. Un'altra caratteristica di Kerr è la sua personalità, che si lega indissolubilmente alla competitività: negli annali la sua "storia tesa" in allenamento con Jordan a seguito di un trash talking piuttosto acceso di quest'ultimo; ciò gli fece acquistare credibilità e fiducia da parte di Sua Maestà Air Jordan, tanto che nelle Finals del 1997 contro Dallas il tiro decisivo lo mise proprio Steve, su assist di Jordan, che non esitò a fidarsi di lui sapendo di essere raddoppiato. Questa storia in parte si è riprodotta nelle Finals di quest'anno con Curry e anche Thompson non al meglio e quasi bloccati nel loro gioco in gara 3 e 4; il protagonista per i Warriors diventa Iguodala. Come Kerr nel 1997, anche Iguodala non era certo atteso come protagonista, e invece si è rivelato decisivo per la conquista dell'anello, anche perchè aveva la completa fiducia dei compagni che non hanno avuto paure ad affidargli tiri anche impossibili o improbabili.
La gestione e la costruzione del gruppo da parte di Kerr è formidabile, ed in questo sicuramente ha il suo peso il fatto di essere stato allenato da Phil Jackson e Greg Popovich. Curry è la stella, logicamente cerca e prende molti più tiri dei suoi compagni, ma è al servizio della squadra; tutti sanno di avere un ruolo importante, tutti sanno di poter essere utili ed decisivi: l'anno scorso verso il finale di stagione ed in alcune partite Kerr ha tenuto in campo molto più tempo la panchina che i titolari, e questo, oltre a far risparmiare energie a questi ultimi, ha tenuto coinvolto e sul pezzo tutto il roster. Il gioco dei Warriors è veloce, di grande energia e con movimenti per creare le giuste spaziature per Curry ma non solo per lui, visto ciò che possono dare Thompson, ma anche Green e Bogut. Naturalmente non in tutte le partite il gioco può svilupparsi nella maniera appena descritta, ma le idee base sono sempre presenti.
Kerr è una persona estremamente equilibrata e lucida, ma anche estremamente competitiva: cerca sempre il miglioramento e la perfezione. I risultati si vedono proprio per la crescita dei giocatori sotto la sua gestione, e nonostante una competitività esasperata possa portare a un logorio dei rapporti tra un allenatore molto esigente e i giocatori, non c'è pericolo per i Warriors, grazie al carattere di Kerr. Tutti i componenti del roster considerano Kerr come un padre ed hanno un grande rapporto con lui; proprio come in una vera famiglia, l'ambiente ideale per costruire qualcosa di vincente e l'ambiente che Kerr ha cercato e ricostruito in ogni franchigia nella quale è stato protagonista.

Volley, Superlega A1 Unipol Sai: il punto sulla nona giornata

La nona giornata di Superlega A1 Unipol Sai ha visto la vittoria di Modena nel big match contro la Sir Safety Perugia, ed il ritorno al successo della Lube Civitanova Marche che si mantiene in testa alla classifica a pari punti con Modena; Trento e Verona mantengono il passo e mettono nel mirino il terzo posto in classifica. Vittorie importanti in chiave Coppa Italia per Monza e Latina, Piacenza sempre più in cirsi nera.
Torna dunque alla vittoria la Lube Banca Marche Civitanova che batte in trasferta l'Exprivia Molfetta. Match equilibrato risolto dalla Lube grazie al maggior tasso tecnico ed esperienza messi in campo nei momenti decisivi. Molfetta scende in campo con la diagonale HIerrizuelo/ Hernandez, Joao  Rafael e Randazzo in banda, Barone e Candellaro centrali, De Pandis libero. La Lube risponde con la diagonale Christenson/ Miljkovic, Juantorena e Parodi in banda, Podrascanin e Stankovic centrali, Grebennikov libero. Nel primo set parte forte Molfetta che conduce per quasi tutto il parziale grazie a un grande Hernandez fino al 21-18; gli ingressi di Cebulj e Cester danno la scossa alla Lube per chiudere il gap e risolvere il set a proprio favore sul 30-28. Il secondo set è simile al primo, con Hernandez sugli scudi e la Lube ad inseguire; Blengini prova ancora a trovare risorse dalla panchina, ma stavolta Molfetta resiste e si aggiudica il set 25-23. Nel terzo set è la Lube ad essere padrona del gioco, con Miljkovic e Juantorena in grande evidenza, ed anche il muro diventa più efficace: la Lube chiude 25-20. Quartoset molto simile al terzo, ma più equilibrato; è Cebulj nel finale a risolvere il set ed il match a favore della Lube per 25-22.
Nel big match di giornata la DHL Modena batte la Sir Safety Perugia 3-1 e dà continuità alla vittoria ottenuta nel turno precedente contro la Lube. Bel match, giocato con grande intensità, che ha visto Modena partire molto bene e Perugia crescere nel corso della partita. Modena schiera la diagonale Bruno/ Vettori, Petric e Ngapeth in banda, Saatkamp e Piano centrali, Rossini libero; Perugia risponde con De Cecco/ Atanasijevic, Kaliberda e Russell in banda, Buti e Birarelli centrali, Giovi libero. Primo set equilibrato, giocato punto a punto, ma con Modena quasi sempre avanti di 1. Il gap lo scava la battuta di Saatkamp che manda in crisi la ricezione di Perugia, la quale non può contare neanche su un Atanasijevic incisivo in attacco, e così Modena chiude il set sul 25-19. Secondo set equilibrato, con Modena che conduce ma con la difesa di Perugia che cresce; Atanasijevic entra in partita e regala anche un set ball alla Sir non sfruttato. Ne approfitta Modena per chiudere 27-25. Terzo set tutto cuore e grinta per la Sir, con il muro che manda in crisi gli attaccanti modenesi e Russell molto efficiente in attacco: il set va a Perugia per 25-23. La Sir sfrutta l'onda lunga della vittoria del terzo set e parte forte nel quarto, ma Modena reagisce e comincia a giocare con i centrali; Birarelli, Atanasijevic e Russell sembrano portare Perugia verso il tie break, ma Ngapeth si carica Modena sulle spalle e firma il recupero modenese per il 25-23 finale.
Continua la sua marcia anche la Calzedonia Verona che si porta al terzo posto vincendo 3-0 contro la CMC Romagna in un match equilibrato dove Verona ha fatto valere il suo tasso tecnico ed il suo cinismo. CMC con la diagonale Cavanna/ Torres, Koumentakis e Van Garderen in banda, Polo e Mengozzi centrali, Bari libero; Verona con la diagonale Baranowicz/ Starovic, Kovacevic e Sander in banda, Zingel e Anzani centrali, Pesaresi libero. Primo set equilibrato che inizia con entrambe le squadre precise al servizio. La CMC prova a scappare sul 9-4 e sul 20-15, poi si scatena il muro di Verona, e Anzani in particolare, per il 21-24 Verona; la CMC reagisce e recupera la parità, ma non basta perchè una cinica Verona conquista il set 27-25. Nel secondo set parte bene Verona, che conduce grazie a Sander e ancora un ottimo muro; la CMC però riesce a recuperare e ad impattare sul 17 pari, e a portarsi avanti sul 22-20. Non basta perchè Verona reagisce con Sander e chiude il set sul 25-23. Nel terzo set prova a partire forte la CMC, ma il parziale resta equilibrato e fatto di break e contro break, con le due squadre molto efficienti in attacco; il set non può che finire così ai vantaggi, ed ancora una volta è la Calzedonia a spuntarla 27-25 dopo aver anuulato un set ball alla CMC.
A braccetto con Verona al terzo posto c'è la Diatec Trentino che batte 3-0 la Revivre Milano; non basta ai lombardi una prestazione di carattere per avere la meglio su Trento che fa valere il suo maggior tasso tecnico, trovando in Djuric e Urnaut due attaccanti implacabili e sfruttando sempre al meglio la lucida regia di Giannelli. Milano schiera il nuovo arrivato Boninfante in diagonale con Milushev, Russomanno e Skrimov in banda, Alletti e Burgsthaler centrali, Tosi libero; Trento schiera la diagonale Giannelli/ Djuric, Antonov e Urnaut in banda, Solè e Van de Voorde centrali, Colaci libero. Parte bene Milano nel primo set, ma pian piano Djuric e Urnaut fanno capire che sono in gran serata e Trento chiude 25-19. Secondo set molto più equilibrato con Milano avanti 17-15 grazie a Skrimov, poi la Revivre si scioglie sul più bello, regalando due punti a Trento che ne approfitta, e Djuric chiude il set sul 25-23. Nel terzo set parte forte Trento decisa a chiudere la gara, ma Milano reagisce e grazie a Milushev e Burgsthaler riesce a portarsi avanti sul 20-19. Trento non si scompone e grazie a Djuric e Solè chiude set e partita sul 25-23.
Vittoria importante ai fini della Coppa Italia quella di Monza per 3-0 contro la Tonazzo Padova. Monza schiera la diagonale Jovovic/ Renan, Rousseaux e Botto in banda, Verhees e Beretta centrali, Rizzo libero; Padova risponde con la diagonale Orduna/ Giannotti, Cook e Berger in banda, Volpato e Averill centrali, Balasso libero. Primo set equilibrato ma infarcito di errori, soprattutto al servizio, da una parte e dall'altra; Renan prova a far scappare Monza ma Padova reagisce e pareggia. Set che va ai vantaggi e viene chiuso da Monza sul 28-26. Nel secondo set c'è la reazione di Padova, che ritrova il suo gioco, ma nel momento decisivo sbaglia ancora troppo al servizio, permettendo a Monza di recuperare e chiudere sul 25-22. Il terzo set si sviluppa come il secondo, con Padova che prova a condurre ma la difesa e la fluidità in attacco di Monza, più gli errori al servizio di Padova, fanno pendere la bilancia a favore dei brianzoli: è 25-21 Monza.
Per un piazzamento ai fini della Coppa Italia è importante anche la vittoria della Ninfa Latina 3-0 sulla LPR Piacenza. Latina festeggia così al meglio la sua 400a gara in A1 e certifica la crisi nera di Piacenza, malinconicamente al penultimo posto in classifica e incapace di uscire da questo momento. Placì schiera subito il nuovo arrivato Sottile in diagonale con Hirsch, Maruotti e Sket in banda, Rossi e Yosifov centrali, Romiti libero; Giuliani schiera la diagonale Coscione/ Luburic, Perrin e Ter Horst in banda, Patriarca e Tencati centrali e Lampariello libero. Parte bene Piacenza nel primo set, ma Latina recupera grazie al muro e al servizio, con Yosifov e Hirsch devastanti. Sul 18-12 per Latina, Piacenza prova il recupero e raggiunge la parità a 22 grazie a Perrin e Ter Horst, ma ci pensa Sket a chiudere il set per Latina sul 25-23. Il secondo set si apre con qualche cambio e Piacenza che prova a reagire portandosi sul 13-10; sono Sket e Hirsch a suonare la carica per Latina, che recupera e allunga fino a chiudere il parziale sul 25-20, sfruttando anche gli errori di Piacenza. Terzo set senza storia: Piacenza sparisce dal campo, Sket e Hirsch sono implacabili e anche Sottile dà il suo contributo con servizi e muri vincenti: è 25-16  e 3-0 Latina. 

giovedì 15 ottobre 2015

EuroVolleyM: Italia batte Russia 3-0

La migliore Italia vista all'Europeo e una delle migliori degli ultimi anni; non si può partire da una considerazione diversa per commentare la prestazione eccezionale alla quale gli Azzurri hanno dato corpo stasera nel quarto di finale contro la Russia, letteralmente asfaltata nel corso dei tre set. I ragazzi di Blengini sono stati praticamente perfetti in ogni fondamentale, l'approccio è stato quello giusto e non si sono mai disuniti quando i russi hanno provato a reagire e a farsi sotto. L'intensità e l'energia messa in campo è stata straordinaria e ha spiazzato i russi ai quali non è stata mai concessa una pausa. Lanza non ha sofferto in ricezione, Giannelli è stato sublime a muro e nell'innescare Zaytsev e Juantorena, Piano e Buti sono stati molto incisivi a muro e Colaci è stato miracoloso in difesa.
Blengini decide di partire con l'ormai consueto sestetto: diagonale Giannelli/ Zaytsev, Juantorena e Lanza in banda, Piano e Buti centrali e Colaci libero.
Primo set: si parte subito con due azioni lunghe che esaltano le due difese, Giannelli realizza subito un ace e anche Juantorena risponde subito presente. I russi appaiono fallosi sia al servizio, che in attacco e anche sotto rete. L'Italia riesce ad andare sul 6-3 ma la Russia si rifa sotto con Kliuka e Sivozhelez, poi un check a nostro favore porta gli Azzurri sul 7-5 e ancora sull'8-5 al primo time out tecnico. E' il turno di Zaytsev in battuta e la ricezione russa va in difficoltà. Muserskiy continua a sbagliare a servizio, Giannelli stampa un murone dopo due grandi difese italiane e porta l'Italia sull'11-6. Prova a reagire la Russia ma è troppo fallosa e l'Italia vola sul 13-8. Juantorena con un grande contrattacco porta l'Italia sul 15-9, un primo tempo di Buti porta l'Italia sul 16-10 al secondo time out tecnico. Da qui comincia un monologo azzurro con un turno in battuta di Juantorena devastante, con difese straordinarie di tutti gli Azzurri e un attacco fluido aiutato anche da qualche errore russo, fino al muro di Zaytsev che porta l'Italia sul 20-10. A questo punto l'Italia si rilassa troppo, cala l'intensità e la prontezza in copertura e la Russia si avvicina prima fino al 21-15, poi fino al 23-17. Sul 24-17 sembra fatta, ma qualche errore azzurro di troppo e un Kliuka mai domo portano la Russia sul 24-20. Per fortuna i russi sbagliano al servizio e l'Italia porta a casa il primo set. Fase centrale scintillante, da rivedere la parte finale; per fortuna il vantaggio era considerevole.
Secondo set: Parte forte l'Italia che va avanti 3-1, ma Kliuka, un errore in battuta e un Lanza bloccato in attacco permettono alla Russia di passare avanti 5-4. Lanza si sblocca e Zaytsev e Juantorena con un'ottima difesa e un grande attacco riportano avanti l'Italia. Zaytsev è incontenibile e ci porta avanti 8-6 al primo time out tecnico, poi realizza due aces di fila e siamo 10-6. Lanza mette un altro punto a referto, la Russia continua ad essere fallosa anche se sta letteralmente bombardando gli Azzurri che però tengono bene in ricezione e Juantorena concretizza mettendo a terra il 13-9.L'Italia difende tutto, Kliuka è l'unico in palla della Russia e prova a riportare sotto i suoi, ma deve forzare tantissimo e un suo errore manda l'Italia avanti 16-12 al secondo time out tecnico. La Russia continua a commettere molti errori, ma riesce ad avvicinarsi sul 18-15; poi si scatenano in serie Juantorena, Zaytsev e Giannelli il quale dopo una grandissima difesa di Zaytsev piazza un tocco di seconda vincente per il 21-15. Poletaev riporta i russi sul -4 ma Zaytsev ristabilisce le distanze, poi gli errori russi fanno il resto e un primo tempo di Buti chiude il set 25-19.
Terzo set: Parte forte l'Italia subito avanti 3-0. Muserskiy continua a sbagliare di tutto, ma Lanza reagisce molto bene in attacco e risponde colpo su colpo a Kliuka con tre attacchi consecutivi che mandano gli Azzurri avanti 8-5 al primo time out tecnico. Ancora errori russi al servizio, non così Piano che manda in crisi la ricezione russa e permette a Juantorena di attaccare ancora sul 10-6; Buti ci fa volare sul 12-8 dopo un primo tempo finalmente vincente di Muserskiy, ma i russi persistono negli errori e Juantorena ci fa volare sul 15-8 e ancora Lanza fa arrivare gli Azzurri avanti al secondo time out tecnico 16-9. Kliuka sbaglia ancora in battuta, non Zaytsev che fa 18-10. La Russia reagisce con due aces di Vlasov, e Muserskiy con un primo tempo porta la Russia sul 19-14. Blengini chiama time out per tenere alta l'attenzione, gli Azzurri faticano in ricezione ora, ma Zaytsev e Juantorena non tremano di fronte ai colpi di uno scatenato Muserskiy e di Vlasov che riportano la Russia sul 21-18. A questo punto sale in cattedra Zaytsev prima, e poi Juantorena che dopo una gran difesa azzurra serve in palleggio rovesciato Lanza che gioca un mani out per il 23-18. Lo stesso Lanza ci regala il match point che Zaytsev trasforma per il 25-19.
Serata perfetta per l'Italia, che ritrova in pieno tutte quelle certezze perse dopo il 2-0 sulla Francia, e in parte riacquistate nella partita di ieri contro la Finlandia. Stasera l'attacco ha funzionato perfettamente, e la difesa ha sofferto meno in ricezione: ottimo anche il muro e si sono visti pure più primi tempi per i centrali. La ricostruzione del gioco è stata molto buona, poi non è da tutti avere dei fuoriclasse come Zaytsev e Juantorena che sono in grado di palleggiare come se fossero alzatori.
Ora si va a Sofia in Bulgaria a giocare la semifinale contro la sorpresa del torneo: la Slovenia di Andrea Giani, capace di sconfiggere la Polonia campione del mondo. Di sicuro non sarà una partita facile, ma se la concentrazione, la voglia di vincere, l'intensità e lo spirito di squadra saranno quelli di stasera, ci sarà da divertirsi sognando una medaglia.

EuroVolleyM: è grande Italia alla caccia delle medaglie

La World Cup e la qualificazione olimpica non sono stati un fuoco di paglia casuale; la Nazionale di volley maschile si è ritrovata davvero e continua a confermare il trend positivo anche a questo Campionato Europeo, migliorandosi partita dopo partita.
Grande merito va al Commissario Tecnico Gianlorenzo Blengini: subentrato a Berruto dopo il disastro nella Final Six della World League, ha creduto fermamente nelle possibilità di questo gruppo, infondendo tranquillità e unità d'intenti e ripartendo da alcuni punti fermi: Zaytsev opposto, Giannelli palleggiatore titolare ( grado guadagnato sul campo), inserimento di Juantorena in banda insieme a Lanza, Colaci libero e giocatori come Vettori e Rossini consci del proprio ruolo e di avere la possibilità di ritagliarsi comunque un ruolo importante. Stabilito questo, il gruppo si è ricompattato prima davanti l'obiettivo della qualificazione olimpica, ora davanti a quello dell'Europeo; si è liberato da tutte quelle paure e nervosismi che avevano tarpato le ali agli Azzurri nella World League. Soprattutto ha ritrovato il piacere di giocare insieme, aiutandosi a vicenda nella fase di copertura e ricostruzione e poi liberando tutto l'enorme potenziale in attacco.
La World Cup è stata una bella impresa, l'Europeo è il banco di prova di questa nuova Italia. Il girone viveva dello scontro diretto con la Francia: era chiaro infatti come Estonia e Croazia non fossero avversari molto probanti. Gli Azzurri hanno affrontato i match contro estoni e croati con il giusto approccio, vincendo facilmente, ma dando comunque l'impressione di avere margine di miglioramento, soprattutto da un punto di vista della continuità. Quando Zaytsev in attacco e in battuta va in modalità "on fire", quando Juantorena unisce attacco, ricezione e servizio, Giannelli spinge palloni puliti da distribuire alle sue bocche di fuoco, quando il muro con Buti e Piano funziona bene e c'è intensità in copertura e in ricostruzione, non ce n'è stato per nessuno; quando gli Azzurri si sono rilassati un pochino, anche estoni e croati si sono fatti sotto. 
Il match con la Francia ha rappresentato il classico caso nel quale una sconfitta può fare bene. Difficile accettare di perdere al quinto set dopo essere stati avanti 2 set a 0: dopo due set perfetti, forse gli Azzurri pensavano che la Francia potesse mollare già al terzo, invece hanno subito la rimonta blues che ha instillato dubbi e vecchie paure. Di certo è stato il momento più difficile della gestione Blengini: erano diverse partite che l'Italia era in serie positiva, e perdere così, proprio nella partita più importante del girone, poteva essere un contraccolpo psicologico negativo per il prosieguo del torneo, tanto più che il playoff per i quarti sarebbe stato contro la Finlandia, la nostra nemesi delle ultime manifestazioni internazionali. Blengini non ha perso la calma e la fiducia nei suoi uomini, confermando il sestetto sul quale ha puntato fin dall'inizio. Gli Azzurri hanno reagito alla grande, quel tie break con la Francia deve aver fatto scattare un ulteriore molla nel gruppo. Il match con la Finlandia è stato più difficile di quanto dica il risultato, proprio perchè c'era qualche scoria francese da smaltire, vedasi i problemi in ricezione soprattutto di Lanza; ma gli Azzurri non hanno mai sbagliato l'approccio ai set, dimostrando di saper soffrire e appoggiandosi ai loro leaders tecnici che hanno trascinato tutto il gruppo: Zaytsev, JuantorenaGiannelli sono stati eccezionali, ma anche Buti e Piano sono stati importanti e Colaci è cresciuto di partita in partita. Lo stesso Lanza ha avuto una grande reazione e superate le sue difficoltà con la Finlandia, è tornato ad essere importante in attacco e prezioso in ricezione. 
Questo dimostra che il gruppo è unito ed è stato presupposto fondamentale per il capolavoro messo in scena nei quarti di finale contro la Russia campione in carica, che aveva già battuto una squadra come la Serbia. Mercoledì abbiamo assistito a una delle partite più belle della Nazionale di volley maschile. Nella cornice straordinaria del palazzetto di Busto Arsizio l'Italia ha annichilito la Russia con una pestazione superlativa sotto tutti i punti di vista. Gli attacchi di Zaytsev e Juantorena, molti di grande fattura tecnica, la regia sicura di Giannelli a volte coadiuvato persino da Zaytsev e Juantorena, Colaci in versione muro di gomma, il cuore e la grinta di Buti e Piano e Lanza capace di mettere grande pressione in attacco con alcune diagonali incredibili e i suoi mani fuori, hanno spiazzato i russi. Ha colpito l'intensità in fase di copertura e ricostruzione di gioco, gli Azzurri sembravano un meccanismo perfetto e inarrestabile, che non tremava di fronte alle bordate russe; stavolta non si sono fermati dopo il 2-0 ma hanno continuato a spingere sulll'acceleratore, segno che la Francia è stata metabolizzata nel modo giusto ed è servita da lezione e stimolo per migliorarsi e far sì che quell'errore non si ripeta. Che bello vedere gli Azzurri parlarsi continuamente e festeggiare uniti dopo ogni punto, che bello il giro di campo di Zaytsev seguito da tutti gli Azzurri a fine partita; da qui si riparte per Sofia, con la convinzione che gli Azzurri avranno la voglia e la fame di dar seguito al capolavoro russo per prendersi una medaglia e chissà, magari il titolo continentale che manca dal 2005.

martedì 6 ottobre 2015

Campionato Europeo di volley maschile: l'Italia ai raggi X

Venerdì 9 Ottobre prenderà il via il Campionato Europeo di volley maschile che si svolgerà in Italia Bulgaria e vede gli Azzurri di Blengini sorteggiati nel girone B insieme a Francia, Croazia ed Estonia. Le partite del girone si svolgeranno a Torino.
Dopo lo splendido, e per certi versi inaspettato, secondo posto nella World Cup che ha consentito all'Italvolley di conquistare il pass olimpico per Rio2016, il ct Blengini giustamente ha deciso di confermare tutti i 14 atleti selezionati per la fase finale della World Cup in Giappone; non avrebbe avuto senso cambiare proprio ora che il gruppo sembra aver trovato un ottimo equilibrio dopo i tormenti estivi che avevano portato alla cacciata di tre Azzurri dal ritiro in Brasile e alle dimissioni del ct Berruto.
L'Italia riparte dalle certezze inculcate da Blengini, il quale ha risolto alcuni equivoci: ad esempio il ruolo di Zaytsev, che Berruto voleva riportare in banda senza però avere la piena convinzione del giocatore visto che avrebbe giocato in un ruolo diverso da quello ricoperto nel club. Blengini ha deciso di schierare Zaytsev come opposto anche in Nazionale, sfruttando l'ingresso nel gruppo azzurro di un campione come Juantorena in banda, al quale si affianca un positivo Lanza. Non a caso con quest'assetto nella World Cup Zaytsev ha vinto il premio di Miglior Opposto e Juantorena quello di MIglior Schiacciatore. Altra decisione importante presa è stata quella sul palleggiatore: la scelta è quella di affidarsi e di cavalcare l'onda dell'esplosione di Giannelli, senza creare un dualismo con altri palleggiatori di pari livello ma che magari non avrebbero accettato sempre serenamente l'idea di partire dietro a un diciottenne, e di affiancargli un fedelissimo di Blengini: Daniele Sottile, elemento di esperienza e di sicuro affidamento, allenato da Blengini a Latina, che può portare ordine e praticità laddove ce ne fosse bisogno.
Liberatasi di questi equivoci, che avevano contribuito a minare la serenità e l'unità del gruppo, l'Italia ha disputato, come detto, una strepitosa World Cup e si candida ad essere una delle protagoniste anche di questo Europeo; tanto più che nella fase a gironi a Torino potrà contare sull'appoggio del pubblico italiano, e si è appena visto in Olanda con il femminile quanto può essere decisivo l'ambiente che si crea e che prova a spingere la squadra. Gli Azzurri quando giocano in casa sanno come trascinare il pubblico con le loro giocate spettacolari, ed anche questo gruppo ha già dimostrato esere capace di infiammare le folle. Dando una visione d'insieme, oltre ai già citati giocatori, si nota come sia sempre presente l'idea di duttilità dei giocatori per poter variare il gioco: non è da tutti poter schierare la coppia Zaytsev-Juantorena, ma non bisogna dimenticarsi di Vettori, Sabbi e Antonov che potendo essere schierati sia in banda ( con più di qualche rischio) che come opposti regalano alternative al ct e la possibilità di variare assetto. Vediamo nello specifico la rosa.
Palleggiatori: Simone Giannelli, Daniele Sottile -  Come detto, Giannelli è letteralmente esploso questa stagione, buttato nella mischia da Stoychev a Trento senza paura, e lui lo ha ripagato conquistandosi il posto da titolare con giocate spettacolari e una lucidità e maturità che sorprendono visto che ha solo diciotto anni. Sembra davvero un predestinato, e anche in Nazionale durante l'estate, è entrato pian piano nelle rotazioni fino a farsi preferire ai titolari e, dunque, a non uscirne più. Giusto puntare su di lui, e giusto affiancargli un uomo di esperienza come Sottile, che magari non sarà fenomeno come Giannelli, ma ha dalla sua l'esperienza, la solidità e il fatto di conoscere alla perfezione il gioco di Blengini, tutto questo senza minare gli equilibri di gruppo. Si rivelerà molto utile per far tirare il fiato a Giannelli.
Opposti: Ivan Zaytsev, Luca Vettori, Giulio Sabbi - Lo Zar uno dei nostri uomini di punta sia da un punto di vista tecnico, che di leadership,  che d'immagine, naturalmente si candida a partire titolare. Ormai è certificato che anche in Nazionale ricoprirà questo ruolo, dove d'altronde ha espresso tutto il suo enorme potenziale in attacco. Quando è al massimo è un martello inarrestabile, capace di mettere giù un'infinità di palloni, e di essere letale al servizio. E' un trascinatore e non ha paura di caricarsi la squadra sulle spalle nel momento del bisogno. A fianco a lui ci sono due elementi di sicuro affidamento come Vettori e Sabbi. Soprattutto durante il periodo dell'infortunio di Zaytsev, Vettori aveva sfoderato delle prestazioni importanti, tanto da convincere Berruto a tentare di reimpostare Zaytsev da posto 4 per non sacrificarlo. Blengini è tornato indietro, ma Vettori come anche Sabbi, sono delle alternative importanti sia per cambiare assetto durante il match, sia per dare riposo a Zaytsev, vista la concentrazione di gare del torneo.
Schiacciatori: Osmany Juantorena, Filippo Lanza, Oleg Antonov, Jacopo Massari - Nel sestetto a partire titolari saranno Juantorena e Lanza. Juantorena non ha bisogno di presentazioni, è un campione assoluto che ha vinto praticamente tutto, e il fatto di essersi reso convocabile per la Nazionale ha aggiunto tantissimo a questo gruppo, perchè abbiamo trovato un grandissimo attaccante in posto 4 che però riesce a dare anche il suo contributo in fase difensiva. Soprattutto aggiunge imprevedibilità al nostro gioco, dato che il palleggiatore ha la possibilità di avere tante opzioni di livello in atacco e non affidarsi esclusivamente all'oppposto, o spingere troppo sui primi tempi. Lanza sa farsi trovare pronto in attacco ma dà grande equilibrio in fase difensiva e soprattutto è un valore aggiunto in ricezione. Attenzione anche a Massari ed Antonov che non sono di livello inferiore agli altri, anzi possono rivelarsi importanti a gara in corso: Massari per il suo servizio, Antonov per regalare alternative in attacco e per far rifiatare Juantorena.
Centrali: Matteo Piano, Simone Buti, Simone Anzani - Il reparto centrali dell'Italia è ben assortito e di livello assoluto. Tutti sono molto incisivi a muro e li abbiamo visti molto integrati nel gioco e nelle dinamiche di squadra. A partire titolari saranno Piano, probabilmente il più talentuoso dei tre, e Buti, uno dei leader del gruppo vista la sua promozione a capitano dopo l'infortunio di Birarelli. Piano ha un grande potenziale, ed è cresciuto tantissimo dagli inizi della sua esperienza in Nazionale. Buti, con la sua esperienza sa sempre come farsi trovare pronto. A far rifiatarli ci penserà Anzani, il più giovane dei tre, ma anche lui con un buon potenziale e che ha dimostrato di poter fare il suo ogni volta che è stato chiamato in campo.
Liberi: Massimo Colaci, Salvatore Rossini - Nel ruolo di libero Blengini ha sol l'imbarazzo della scelta perchè può contare su due elementi di grande valore. A partire titolare dovrebbe essere Colaci: nell'ultima stagione è cresciuto tantissimo, ed anche in Nazionale ha confermato tutti i suoi progressi. Ha disputato una World Cup straordinaria, salvando anche ciò che era impossibile salvare; impossibile tenerlo fuori con questo stato di forma. Ma a fianco a lui c'è Rossini che Blengini conosce benissimo per averlo avuto a Latina, e che ha una grande esperienza in Nazionale: se mai ce ne dovesse essere bisogno non farà rimpiangere Colaci perchè il suo livello non è certo inferiore a quello del compagno.
Blengini ha confermato un gruppo che ha già ottenuto  un risultato importante e che è chiamato a proseguire la strada intrapresa in Giappone. Il livello è molto alto in tutti i ruoli, e abbiamo delle eccellenze del volley mondiale come Zaytsev, Juantorena, Giannelli, che possono davvero far sognare il volley azzurro. Soprattutto il gruppo sembra unito e senza spaccature interne, e tutti hanno dimostrato di poter dare il proprio contributo. Il girone con Francia, Croazia ed Estonia è certamente alla portata degli Azzurri, e per il primo posto che dà accesso diretto ai quarti di finale, sarà decisivo il match con la Francia che sembra l'avversaria più temibile del girone. Visti gli ultimi risultati si può essere molto fiduciosi. In bocca al lupo Azzurri!

venerdì 2 ottobre 2015

EurovolleyW: bilancio e prospettive dell'Italia

Il giorno dopo l'eliminazione dall'Europeo non è ancora passata l'amarezza per quel che poteva essere e non è stato.
Per dirla con Bonitta, "il bilancio non può certo essere positivo", eppure nonostante questo dato di fatto, è difficile trovare grandi colpe da imputare al gruppo. L'Italia aveva l'obiettivo di entrare nelle prime quattro, e non ce l'ha fatta. Partendo da qui, non si può non commentare l'Europeo dell'Italia senza individuare lo spartiacque netto della competizione per l'Italia: la partita contro l'Olanda. Prima del match contro le olandesi sono arrivate due vittorie con Polonia e Slovenia, tutto sommato convincenti, dove si sono evidenziati i nostri punti di forza, ossia il gioco fluido e produttivo in attacco e buona difesa a muro e in fase di ricostruzione del gioco. E' emersa in queste partite però anche una certa discontinuità nel gioco, un servizio troppo altalenante e alcuni cali di tensione uniti ad una fretta di chiudere subito gli scambi senza avere pazienza se il pallone non cadeva subito nella metà campo avversaria. Il set perso con la Polonia e soprattutto il set regalato alla Slovenia ne sono stati la prova, e a posteriori, si sono dimostrati sintomi di qualcosa ancora da registrare piuttosto che singoli episodi destinati a svanire nel corso della competizione. I campanelli d'allarme suonati contro Polonia e Slovenia si sono manifestati nella loro interezza nel match contro l'Olanda: era uno spareggio per il primo posto nel girone che avrebbe dato l'accesso diretto ai quarti di finale e un giorno di riposo in più. Azzurre completamente travolte dalle Olandesi e incapaci di reagire alla situazione ambientale ( l'Olanda giocava in casa davanti ai propri tifosi) e di organizzare una reazione lucida e produttiva nonostante l'impegno profuso; Azzurre che sono sembrate in difficoltà, prima ancora che sotto l'aspetto tecnico, proprio sotto l'aspetto mentale che inevitabilmente ha condizionato anche il primo.
Questo deve essere il rimpianto più grande: è bastata un'unica partita sbagliata, e l'Italia è finita agli spareggi e nella parte di tabellone più difficile vista la presenza di Russia e Serbia. Errore che in una competizione serrata come l'Europeo costa carissimo. Di contro c'è che la partita contro l'Olanda prodotto una grande reazione di tutto il gruppo azzurro, che ha riscoperto tutte le sue qualità e le ha messe in campo tutte insieme e con continuità.
Nell'ottavo di finale con la Croazia ( vinto 3-0) e nel quarto con la Russia si è rivista l'Italia del Mondiale, quella che lotta sempre, che difende forte e attacca bene, con unità e lucidità, l'Italia dei sorrisi e della convinzione di poter recuperare e ribaltare ogni situazione. La partita con la Russia è stata fantastica e le Azzurre se la sono giocata alla pari contro le campionesse in carica, riducendo di tanto, ma non del tutto, gli errori già visti nelle prime due partite. I rimpianti aumentano perchè l'Italia è stata eliminata nella sua partita migliore, e perchè la squadra ha dimostrato di essere in crescita e di aver imparato al meglio la lezione olandese. Questo dimostra che anche le scelte del ct Bonitta non erano sbagliate, solo c'è da lavorare molto su alcuni aspetti per far volare questo gruppo che merita molto di più di quanto ottenuto finora. E' vero che l'obiettivo non è stato centrato, ma non è il momento di mettere in discussione Bonitta; di certo il cambio di diagonale nel momento decisivo del 4^set con la Russia non ha convinto, ma è una caratteristica del ct ruotare molto le sue atlete anche se questa mossa si è rivelata controproducente. Si potrebbe osservare che sarebbe stato meglio affiancare alla Lo Bianco un'altra palleggiatrice più esperta come la Signorile o magari la Ferretti, ma Malinov ha disputato un'estate importante con la Nazionale A e meritava la convocazione; tanto più che lei, a soli 18 anni, è il futuro della Nazionale nel ruolo e questa esperienza le servirà tantissimo per crescere ancora. Credo sia stato fatto un ragionamento sul lungo termine che mi sento di condividere. Il ct ha portato il gruppo migliore che potesse esserci: un giusto mix di esperienza e gioventù. Certo ci sono state esclusioni eccellenti e dolorose come quella di Carolina Costagrande. Tutte si sono messe in buona luce; tutte le centrali hanno giocato bene, Lo Bianco e De Gennaro idem, Lucia Bosetti e Del Core sono andate in crescendo, forse ci si poteva aspettare qualcosa in più da Sorokaite e Tirozzi e Diouf pur con numeri importanti non è apparsa sempre continua. Ma è da loro che si deve ripartire. Certamente ci sono molte atlete che possono e devono ambire alla maglia azzurra: a Bonitta il compito di individuare chi può arricchire questo gruppo. In fondo c'è un nucleo di 25-30 atlete dal quale attingere: oltre alle convocate per l'Europeo, penso ad Alessia Gennari che senza infortunio sarebbe stata nella lista delle convocate. Bonitta dovrà valutare la situazione della Piccinini e della Costagrande, ma anche della Ortolani, della Ferretti e della Signorile: anche loro potrebbero tornare utili alla causa azzurra. Rimanendo alle convocate europee Diouf, Chirichella, Sorokaite e Caterina Bosetti hanno un grande potenziale e possono migliorare ancora data la loro giovane età. Non bisogna dimenticarsi poi delle Azzurre delle Nazionali Under e del Club Italia che sono molto talentuose e stanno facendo benissimo come la Orro, la Egonu, la Bonifacio, la stessa Malinov; e di altre giovani pallavoliste che si stanno mettendo in luce nel nostro campionato e penso a Sylla, Pisani, Melandri.
In definitiva la base da cui ripartire c'è già, è molto buona ed è suscettibile di essere migliorata ancora soprattutto nel lungo periodo. Nel frattempo c'è da metabolizzare ed imparare la lezione europea: lezione che sembra essere stata già recepita dalle Azzurre ma che andrà verificata e rafforzata nel prossimo futuro, che si chiama Torneo Preolimpico.
C'è infatti un'Olimpiade da conquistare e, se si vorrà ottenere il pass per Rio2016 la squadra dovrà giocare sempre con lo spirito visto contro Croazia  e Russia, sfruttando appieno le proprie qualità e limitando gli errori, senza potersi permettere il minimo sbandamento che potrebbe rivelarsi letale per le ambizioni azzurre. Sarà un torneo dalle mille insidie, ma si deve guardare con fiducia a questo appuntamento: non manca molto a questo gruppo per diventare grande e raggiungere l'Olimpiade passando per le forche caudine di un torneo insidioso come il preolimpico  può essere l'occasione per dimostrarlo.

giovedì 1 ottobre 2015

EuroVolley femminile: Russia batte Italia 3-1 e vola in semifinale. Svanisce il sogno azzurro

La Nazionale di volley femminile è fuori dall'Europeo. Le Azzurre si sono dovute arrendere alla Russia che ha vinto per 3-1 ed accede così alla semifinale. Davvero difficile commentare questo match dalle emozioni  forti e che è stato il migliore giocato dalle Azzurre sotto ogni punto di vista. Oggi si è perso davvero per dettagli, qualche episodio controverso e anche un po di sfortuna.
Bonitta decide di partire con la diagonale Lo Bianco/Diouf, le sorelle Bosetti in banda, Guiggi e Chirichella centrali e De Gennaro libero.
Primo set che vede un ottimo avvio dell'Italia con Lucia Bosetti, Diouf e Chirichella. La Russia non si scompone e inizia un duello punto a punto che vede l'Italia andare al time out tecnico avanti 8-6 dopo un paio di check chiamati da ambo le parti e le proteste di Marichev ( una costante del match) che spezzettano molto il gioco. Dopo il time out l'Italia esprime un grande volley e con Lucia Bosetti e i muri di Guiggi e Chirichella si porta sul 16-11. L'Italia è incisiva al servizio e così facendo mette in crisi la ricezione russa che attacca in maniera prevedibile trovando il nostro muro sempre pronto. A questo punto la Russia riesce a reagire iniziando a sfruttare il loro muro molto alto che blocca gli attacchi delle Azzurre, e anche Kosheleva inizia a carburare. Si ritorna punto a punto con l'Italia che riesce a trovare un altro break subito recuperato dalle russe. Caterina Bosetti appare un po in difficoltà a trovare le giuste soluzioni offensive contro il muro russo e il suo servizio sbagliato regala ancora la parità alla Russia sul 22-22. Ora è la Russia a trovare un break che la porta a due set point, ma un check contestato dal ct russo e un ace di Chirichella mandano il set ai vantaggi. Qui inizia una battaglia furibonda con l'Italia capace di annullare ancora altri set point alla Russia, fino ad arrivare sul 27 pari quando una chiamata arbitrale totalmente errata chiama caduta nel nostro campo una palla che invece non lo era; le Azzurre riescono a pareggiare ancora, poi Fetisova e Kosheleva trovano i due punti che danno il set alla Russia.
Nel secondo set l'Italia trova subito una buona reazione e parte forte con i muri di Guiggi e i buoni servizi di Chirichella, seguiti ancora da una Lucia Bosetti ispirata in attacco e due fast spettacolari di Guiggi, davvero scatenata; entra Del Core per Caterina Bosetti e si fa subito sentire in attacco e a muro, dove continua a dire la sua anche la Chirichella, la quale ci fa volare sul 14-7. L'Italia gioca benissimo e riesce a imbrigliare l'attacco russo che inizia a provare soluzioni improbabili. La Diouf porta l'Italia sul 18-8 ma a questo punto la Russia riesce a trovare una grande reazione con Goncharova, Kosheleva, e un ace di Fetisova porta la Russia sul 19-23. Ci pensano Lucia Bosetti e Diouf a chiudere il set sul 25-20. 
Il terzo set vede una partenza sprint della Russia che vola sul 4-1 e sull'8-5 al primo time out tecnico spinta dai colpi di Kosheleva e Goncharova. L'Italia però non molla e reagisce al momento di difficoltà e pian piano trova la rimonta con i muri e le fast di Chirichella, gli attacchi sapienti di Del Core e il contributo di Nadia Centoni, entrata al posto di una Valentina Diouf non sempre precisa in attacco in questo parziale. L'Italia riesce a portarsi in  vantaggio sul 15-13, sfoderando un grande carattere, ma ancora la Russia riesce a recuperare e a portarsi in parità, approfittando di qualche errore in attacco per cercare di aggirare il fortissimo muro russo. Kosheleva, Fetisova, Goncharova riportano avanti la Russia, ma l'Italia reagisce e Del Core con due grandissimi attacchi, uno con pallonetto e un altro in diagonale riporta avanti l'Italia sul 23-22. Non basta perchè la Russia approfitta di un errore di Del Core e di un muro subito dalla Chirichella che produce una inascoltata richiesta di check dell'Italia per possibile invasione russa; l'ace russo per il 25-23 è l'ultima beffa di un set che lascia l'amaro in bocca visto come si è sviluppato.
Nel quarto set la Russia parte forte e prova a scappare sul 3-1, ma Lucia Bosetti e una positiva Centoni portano l'Italia avanti 4-3. Al primo time out tecnico si arriva sull'8-7 Russia frutto dei colpi di Kosheleva in attacco e Fetisova a muro. In uscita dal time out è buio pesto per l'Italia che commette invasione a rete e lascia cadere un palleggio di seconda sul 10-7. Chirichella e Del Core riportano a -1 l'Italia, ma nell'azione successiva gli arbitri non fischiano un fallo sul terzo tocco russo e Centoni viene murata. A questo punto Bonitta cambia la diagonale, ma la mossa si rivela infruttuosa: Malinov sbaglia il servizio e la Diouf viene murata consentendo alla Russia di andare 16-12. E' la svolta del set,  l'Italia si inceppa in attacco dove non riesce a trovare soluzioni produttive contro il muro russo subendo muri anche sfortunati, come ad esempio un muro russo che ferma la palla sul nastro e questa cade nella metà campo azzurra. Chirichella, Centoni e Del Core provano ricucire fino al 19-17, e poi fino al 21-20, ma la Russia non trema e con Kosheleva e Goncharova, più il muro, trova il 25-20 che le permette di vincere set e partita e andare in semifinale.
Per l'Italia una grande amarezza giocare la miglior partita dell'Europeo e venire eliminata; oggi è difficile trovare dei peccati capitali da ascrivere alle nostre Azzurre. L'atteggiamento è sempre stato quello giusto, le ragazze non hanno mai mollato e la voglia di andare a riprendere i set anche nei momenti in cui sembravano compromessi ne è la prova. Tecnicamente le Azzurre hanno fatto quello che dovevano fare: gli errori al servizio sono stati meno evidenti rispetto alla partita con l'Olanda, il muro ha funzionato e anche la difesa in ricostruzione è stata positiva. Il problema è che le russe riuscivano ad attaccare palloni veloci ad altezze siderali che si traducevano in colpi oggettivamente quasi impossibili da difendere; quando le Azzurre sono state capaci di mettere in crisi la loro ricezione impedendo alla palleggiatrice di organizzare l'attacco in questa maniera ne uscivano attacchi prevedibili che il nostro muro è stato bravo ad intercettare. Di contro il nostro attacco ha sofferto l'altissimo muro russo: inutile insistere troppo con il pallonetto ed inutile continuare ad attaccare alto sul muro visto che il risultato era quasi sempre quello di vedersi stampare una murata in faccia; bisognava provare con diagonali strette, o, in alcuni casi, con parallele molto strette, cosa che Del Core e Centoni sono state in grado di fare esponendosi però a qualche errore di imprecisione che non poteva non essere messo in preventivo. Non ha convinto la mossa di Bonitta nel 4^set di cambiare la diagonale in un momento in cui la squadra tutto sommato stava girando e stava recuperando: l'ingresso di Malinov e Diouf purtroppo non ha portato gli effetti sperati e ha contribuito a scavare quel buco che è risultato poi decisivo nell'economia del set e del match. Il ct conosce meglio di tutti le sue giocatrici ed avrà avuto i suoi buoni motivi ma stavolta ci ha lasciato molto perplessi: perchè togliere certezze alla squadra proprio nel momento decisivo del set?
Tolti questi punti critici non si può davvero rimproverare null'altro all'Italia: Guiggi e Chirichella hanno inciso tanto con i loro muri e i loro primi tempi, De Gennaro è stata ottima, Diouf almeno all'inizio ha fatto il suo prima di venire imbrigliata dal muro russo, ma chi le è subentrata ( Centoni ) ha fatto bene; Del Core e Lucia Bosetti ci hanno dato tanto sia in fase difensiva che in attacco. Davvero oggi si è perso per dei dettagli, che appena individuati dallo staff tecnico potranno far crescere questo gruppo ancora di più, soprattutto in vista del torneo pre- olimpico di gennaio. 
Alla fine credo che il rimpianto e il rimprovero che questa Nazionale può farsi non sta nella partita di oggi, ma in quella di lunedì con l'Olanda. Se il match di oggi è apparso alla portata delle Azzurre, con queste ultime che se la sono giocata fino alla fine con le campionesse d'Europa russe, a maggior ragione lo era quello contro l'Olanda. Se le Azzurre avessero avuto lo stesso approccio di oggi, se avessero avuto la stessa voglia di non mollare mai e di recuperare anche le situazioni più disperate forse non avrebbero perso, ritrovandosi nella parte più difficile del tabellone. Errore che credo abbiano imparato e, comunque, da non ripetere assolutamente: c'è un'Olimpiade da conquistare in un torneo dalle mille insidie, e l'esperienza di questo Europeo servirà a tutto il gruppo proprio in quest'occasione. L'Italia valeva le prime quattro dell'Europeo e vale l'accesso all'Olimpiade; il gruppo che si è formato merita molto di più di quanto finora ottenuto. Manca poco per diventare grandissime; perciò Forza Azzurre, non mollate e andatevi a prendere l'Olimpiade che meritate!

martedì 29 settembre 2015

Campionato Europeo di volley: Olanda batte Italia 3-0

L'Olanda ci riporta sulla Terra. Nello spareggio per il primo posto del girone A le Ragazze allenate da Giovanni Guidetti trovano la partita perfetta e si sbarazzano dell'Italia in tre set.
Bonitta ripropone il sestetto con Lo Bianco/ Diouf come diagonale, Lucia Bosetti e Del Core come schiacciatrici/ricevitrici, Chirichella e Guiggi al centro, e De Gennaro come libero.
Nel primo set parte subito forte l'Olanda, spinta anche dal grande entusiasmo del suo pubblico, e si capisce subito che per l'Italia sarà una partita difficilissima. Già dalle prime battute soffriamo la difesa olandese che riesce a bloccare il nostro attacco; vi sono scambi lunghi ma li chiude tutti la Sloetijes, che tira fortissimo e in campo. Dopo una reazione firmata Diouf e Chirichella si arriva al time out tecnico sull'8-5 Olanda, ma subito subiamo un parziale che costringe Bonitta a chiamare ancora time out. L'Italia commette troppi errori al servizio e Groteus con la sua parallela e Sloetijes puniscono il muro italiano che oggi è troppo staccato e non riesce mai a bloccare le sassate olandesi. Ancora Diouf Chirichella provano a riportarci sotto, ma Buijs punisce ancora le nostre lacune difensive. L'Olanda è in preda al furore agonistico incitato anche dal pubblico, le Azzurre sembrano soffrire questa situazione e commettono una serie di errori tecnici andando anche in confusione che permettono all'Olanda di chiudere il primo set sul 25-15.
Nel secondo set prova a partire forte l'Italia con l'ace di Lo Bianco e un bel muro di Diouf, ma Sloetijes è un martello implacabile ed annulla il break. Un buon turno di Chirichella in battuta insieme ai punti di Lucia Bosetti e Diouf ricostruisce un break, dove si vedono miglioramenti nel gioco ed anche la ricezione migliora di molto e ci permette di giocare qualche primo tempo. Purtroppo Sloetijes e Buijs annullano ancora lo svantaggio e portano l'Olanda avanti 8-7 al time out tecnico. Comincia una battaglia punto a punto dove è Diouf a tenerci a galla, ma le Azzurre continuano a non essere incisive a muro e a soffrire in ricezione. Bonitta inserisce Caterina Bosetti per avere qualcosa in più in attacco, ma senza reattività in difesa diventa difficile recuperare le Olandesi che vanno avanti 16-12 al secondo time out tecnico, potendo contare anche sull'ace di De Kruijf e su un attacco italiano che non decolla. In uscita dal time out si apre un altro parziale terrificante dell'Olanda che vola 20-12: come prima, le Olandesi riescono a difendere ogni pallone, allungando lo scambio e riuscendo alla fine ad ottenere il punto anche tramite l'uso di pallonetti che puniscono una difesa italiana troppo impiccata. Il muro olandese funziona bene e costringe le Azzurre all'errore quando non riescono a murarle. Grande lavoro delle due centrali olandesi, e nonostante una reazione dell'Italia il secondo set si chiude 25-18 per l'Olanda.
Nel terzo set l'Italia prova ancora a partire forte con Diouf, che è stata la nostra migliore attaccante, ma ancora una volta il nostro muro soffre e Buijs recupera il break per l'Olanda. Si va punto a punto ma l'impressione è che l'Olanda giri comunque meglio in attacco visto che riesce a trovare ottime soluzioni sia dalla diagonale che dalla parallela, favorita da un nostro muro che proprio non riesce ad essere incisivo. Dopo il primo time out tecnico chiuso ancora in svantaggio , Bonitta decide di cambiare ancora, inserendo Sorokaite in posto4, Caterina Bosetti e Valentina Arrighetti. I cambi sembrano dare la scossa, e grazie a Sorokaite e Caterina Bosetti l'Italia riesce a portarsi avanti sul 14-12. Entra anche Malinov, l'Italia allunga sul 16-13 ma in questo frangente sono gli errori al servizio che tarpano le ali alle Azzurre e permettono alle Olandesi, che un po stavano rifiatando, di rimanere in scia e ricucire pian piano lo svantaggio, sfruttando anche un ottimo ingresso di Celeste Plak che non fa rimpiangere la Sloetijes. L'Italia continua a sbagliare e Sorokaite Caterina Bosetti non riescono a trovare continuità in attacco. Plak fa volare l'Olanda fino al 22-19, l'Italia con orgoglio riesce ancora a ricucire con Caterina Bosetti, ma a questo punto ancora un black out decisivo dell'Italia: prima errore al servizio della neo entrata Tirozzi, poi un errore/orrore di incomprensione in difesa lascia cadere un innocuo pallonetto, infine Caterina Bosetti attacca out l'ultimo pallone. E' 25-22 Olanda, che chiude il terzo e vince il match.
C'è davvero poco da salvare stasera per l'Italia. Le Azzurre hanno sofferto in ogni fondamentale: la ricezione è stata quasi sempre in difficoltà, il muro non è mai stato incisivo e ben piazzato con continuità, l'attacco ha faticato parecchio, dove solo la Diouf ha avuto buone percentuali. Le Azzurre non hanno reagito con pazienza e lucidità alla difesa olandese che non faceva cadere un pallone, e sono sembrate subito troppo arrendevoli e poco reattive. Bonitta dovrà lavorare sulla testa delle Ragazze infondendo quella pazienza necessaria a non farle demoralizzare se il pallone non cade subito, e dovrà richiamare alla loro mente tutte le certezze sin qui acquisite dalla squadra. L'Europeo non è finito, anzi; ora ci aspetta il play
off per i quarti di finale. Le Azzurre riposeranno di meno, ma anche una sconfitta bruciante come quella di stasera può essere un mattone per ottenere qualcosa di importante alla fine. Magari per il playoff vedremo in campo da subito l'esperienza e quella cattiveria agonistica che sono qualità insite di Centoni e Sansonna e che magari possono infondere a tutta la squadra. Bisogna rimanere fiduciosi: l'Italia c'è, ha valore, e sicuramente le Ragazze riusciranno a trarre il meglio anche da questa sconfitta, e lo dimostreranno al playoff contro la Croazia.

lunedì 28 settembre 2015

Campionato Europeo di volley: Italia-Slovenia 3-1

Pronostico rispettato nella seconda giornata del girone A agli Europei di volley femminile: l'Italia di Bonitta batte la Slovenia in attesa dello scontro decisivo per il primo posto di stasera contro le padroni di casa dell'Olanda.
Partono forte le Azzurre, schierate con lo stesso sestetto di partenza di ieri, che hanno voglia di chiudere la pratica slovena ( sulla carta la squadra più debole del girone) e dimostrano di non aver preso il match sottogamba. Si mettono subito in evidenza due giocatrici apparse non al meglio nella prima giornata ossia Del Core e Chirichella. Bene in attacco anche Valentina Diouf e ai due time out tecnici l'Italia è avanti 8-1 e 16-4. L'Italia gira in attacco che è una meraviglia, ricostruisce bene il gioco approfittando anche degli errori sloveni. Sul 21-9 Bonitta cambia la diagonale inserendo Malinov e Sorokaite per Lo Bianco e Diouf. Guiggi si mette ancora in evidenza, dall'altro lato la Mlakar prima si fa apprezzare con dei buoni attacchi poi sbaglia tantissimo. Il turno in battuta molto positivo di Chirichella ci porta fino al set point chiuso 25-9 da un grande attacco di Lucia Bosetti dopo una buona difesa di Sorokaite.
Nel secondo set comincia Lo Bianco in battuta e l'Italia parte ancora forte, mostrando tutte le positività del primo parziale, ossia incisività al servizio, bene in attacco, e ottimi muri. Infatti i muri dell'accoppiata Guiggi.Diouf e un turno in battuta ancora positivo di Chirichella ci portano quasi al primo timeout tecnico, ma dobbiamo subire il ritorno della Slovenia sul 7-5. A questo punto sale in cattedra Monica De Gennaro che compie due miracoli e ricostruisce bene per Guiggi che chiude. E' l'inizio di un parziale micidiale, che vede l'Italia difendere alla grande e volare sul 19-12; a questo punto Bonitta cambia la diagonale come nel set precedente e inserisce anche Tirozzi per Lucia Bosetti e Arrighetti per la Guiggi. La Arrighetti entra benissimo in partita ben servita da Malinov e anche Chirichella continua con la sua ottima prestazione fatta di muri e buoni turni in battuta. Set chiuso 25-12.
Nel terzo ti aspetti che le Azzurre chiudano la pratica come nei primi due e invece è la Slovenia a partire forte e ad iniziare una battaglia punto a punto. Tirozzi e Sorokaite non sono molto precise in attacco e vengono ben difese dalle slovene che operano il massimo sforzo e rischiano tantissimo nei loro attacchi che si svolgono soprattutto in diagonale. La Mlakar non sbaglia più e tira a tutto braccio e il set va avanti con break e contro break fino a quando Del Core ci porta avanti sul 16-15. La Chirichella rimane la migliore delle nostre, insieme alla De Gennaro, ma le Azzurre sono fallose e sbagliano molte scelte. La Slovenia si riporta avanti con i muri di Planinsec, segno che l'attacco azzurro si è inceppato, ma è ancora la Chirichella a muro a portarci sotto e Del Core e Sorokaite ci portano ad avere 2 match point: sprecati clamorosamente con un errore al servizio gratuito di Chirichella e un attacco scellerato e un po confusionario. La Slovenia vince il set 26-24, per le Azzurre la pratica non è ancora chiusa e c'è rammarico per come si è svolto il set: nel momento chiave è mancato il giusto approccio, la lucidità e la cattiveria per chiudere set e partita.
La chiusura incolore del terzo set è una sveglia per l'Italia che inizia il quarto set in maniera rabbiosa come se le Azzurre si fossero rese conto dell'occasione appena sprecata. Il servizio e l'attacco torna ad essere incisivo, la difesa è be  piazzata e concentrata e a muro Chirichella continua il suo show personale. L'Italia vola 10-0 e sul 12-1 entra Caterina Bosetti per Tirozzi. Esaurita questa scossa nervosa, la Slovenia prova a riportarsi sotto fino al 14-9. A questo punto sale in cattedra la Del Core che un paio di attacchi precisi dei suoi ristabilisce le distanze, aiutata da tre aces di fila della Arrighetti. Dentro anche la Centoni che ci regala subito il match point, chiuso dal dodicesimo muro di giornata di una fantastica Chirichella 25-11.
Doveva vincere facile l'Italia, ed è stato quasi così; peccato per quel terzo set giocato male e con poco mordente in certe occasioni, compensato però da un quarto set stellare, come anche i primi due. Ad onor del vero non si può pretendere che il motore giri al massimo dall'inizio alla fine, e bisogna anche tener conto degli avversari che comunque ci provano a creare difficoltà sparando in serie anche colpi difficili che se iniziano ad entrare in serie, come è stato per le diagonali slovene del terzo set, complicano la partita. Abbiamo però rivisto al meglio giocatrici come Chirichella e Del Core, Guiggi si è confermata ed anche la Diouf ha giocato bene; Sorokaite ci ha messo un po ad entrare in partita da subentrata, ma dopo un terzo set troppo discontinuo, anche lei ha dato un contributo positivo.
Stasera lo spareggio per il primo posto contro l'Olanda di Guidetti: è il match più difficile del girone e vincere significa guadagnare un importantissimo giorno di riposo in più. Di certo sarà una bella partita, e l'Italia vista nelle prime due giornate può senza dubbio puntare alla vittoria contro le temibili ma giovani olandesi.

domenica 27 settembre 2015

Campionato Europeo di volley femminile: Italia batte Polonia 3-1

Vittoria doveva essere e vittoria è stata. Esordire in una competizione non è mai facile, e come da previsione, la Polonia si è dimostrata avversario ostico, soprattutto quando è riuscita ad alzare il livello in difesa e a scatenare la potenza delle sue attaccanti come Kowalinska e Werblinska.
Bonitta parte con la diagonale Lo Bianco- Diouf, Del Core e Lucia Bosetti come schiacciatrici e Chirichella/Guiggi al centro.
Primo set combattuto e giocato punto a punto. Le Azzurre partono male al servizio, la Polonia ne approfitta e prova a scappare, ma le nostre Ragazze appena trovano un po di continuità in attacco e incisività al servizio si rifanno sotto. La svolta arriva verso la fine del set quando le Azzurre riescono a prendere un break di 4 punti che le permette di portare a casa il set sul 25-20, grazie prima a due aces di Chirichella e poi al turno in battuta di Valentina Diouf.
Nel secondo set parte forte l'Italia con le giocate di Martina Guiggi, autrice di muri e fast spettacolari e coadiuvata da una buona regia diLo Bianco. Ma è un fuoco di paglia e la Polonia piano piano rimonta sfruttando i troppi errori al servizio delle Azzurre e un attacco in difficoltà e poco fluido. Del Core non riesce a carburare e si sente; peccato perchè l'Italia non riesce a concretizzare le tante buone ricostruzioni fatte e la Polonia ci punisce scappando avanti dopo il secondo time out tecnico spinta dai colpi di Skowronska ( positiva solo in questo parziale) Kowalinska e Werblinska, vere macchine da guerra innescate da una buona regia di Wolosz. Bonitta cambia e inserisce Caterina Bosetti per Del Core e cambiando anche la diagonale con in campo Malinov- Sorokaite. Guiggi prova a suonare la carica ma ormai la Polonia è scappata e porta a casa il secondo set.
Il terzo set vede ancora una buona partenza dell'Italia trascinata sempre da Martina Guiggi; purtroppo si ripresentano di nuovo errori al servizio e anche in attacco dove la Polonia riesce a difendere tutto. Le Azzurre sembrano non avere pazienza e non lavorano sulle mani dei muri polacchi. A dare l'esempio e la scossa ci pensa Lucia Bosetticon due attacchi molto lavorati sulle mani avversarie. Era quello che serviva: nel frattempo cresce molto Monica De Gennaro in difesa e la Diouf in attacco ( autrice di un attacco di una potenza inaudita che ha letteralmente demolito il muro polacco; alla fine 23 punti per lei) e l'ingresso di una grintosa ed efficace Valentina Arrighetti al posto della Chirichella ci fa volare sul 16-9. Teniamo il tentativo di ritorno della Polonia ed è un muro di Martina Guiggi a regalarci il 3^set chiuso 25-17.
Nel quarto set l'Italia parte ancora più forte dei set precedenti e il ciclo in battuta della Lo Bianco si dimostra efficace ed incisivo: oltre a un ace mette in crisi la ricezione polacca che diventano molto fallose in attacco soprattutto con Skowronska, ed anche molto prevedibili visti gli ottimi muri di una sin qui poco incisiva in attacco Del Core e Arrighetti che ci fanno volare sul 9-0. Reazione Polonia affidata a Werblinska e Kowalinska che riportano la Polonia sotto fino al 16-11 per l'Italia. È una grande difesa di Lucia Bosetti più un suo attacco a mettere distanza con le polacche e ancora Arrighetti con una grande fast e un muro ci porta sul 21-11. Dopo una incredibile invasione di capelli (!!!!)  fischiata a una scatenata Arrighetti che dà inizio a un mini-break polacco è ancora Martina Guiggi a regalarci set e vittoria sul 25-16.
L'Italia ci ha messo un po a carburare, ma la Polonia si è dimostrata avversario ostico soprattutto come banco di prova all'inizio di una competizione come l'Europeo. Va sottolineato come le Azzurre non si siano scomposte dopo il brutto 2^set, anzi hanno continuato a insistere sulle loro certezze ritrovando man mano tutti i loro punti di forza, come l'incisività al servizio di ognuna di loro, fluidità in attacco con una buona regia di Lo Bianco, attenzione ed incisività in difesa sia a muro che in fase di ricostruzione del gioco. Si può quasi dire che sia stato un bene quel brutto secondo set perchè ha messo alla prova le capacità di reazione alle difficoltà della squadra ed ha dimostrato alle Ragazze che non possono mai mollare di un centimetro in nessun fondamentale e nell'approccio al gioco.
Vittoria importante dunque, visto che come da pronostico l'Olanda ha sconfitto la Slovenia nell'altra partita del girone; Slovenia che sarà la nostra avversaria di domani. Da affrontare con il piglio e il gioco visti nel terzo e quarto set del match di oggi.

venerdì 25 settembre 2015

Campionato Europeo di volley: l'Italia di Bonitta ai raggi X

Domani 26 Settembre inizierà il Campionato Europeo di volley femminile che si svolgerà in Belgio e Olanda. Vi prenderà parte anche l'Italia di Bonitta che è stata sorteggiata nel girone A di Apeldoorn e dovrà affrontare la Polonia, la Slovenia e l'Olanda.
L'Italia si presenta con la consapevolezza di potersela giocare con qualsiasi aversario e di poter arrivare fino in fondo alla competizione. Ancora una volta Bonitta ha costruito un gruppo molto unito e coeso, dove ogni giocatrice è consapevole di avere un ruolo importante e di poter essere utile quando chiamata in causa. E' senza dubbio un gruppo molto variegato dove c'è il giusto mix tra giocatrici più esperte, anche a livello internazionale, e giovani di talento che rappresentano il futuro della nostra Nazionale. Altro aspetto da sottolineare è la possibilità per questa squadra di variare il suo assetto di gioco, anche a gara in corso, avendo delle giocatrici che possono interpretare più ruoli con profitto, e mi riferisco in particolare alla capacità di giocare sia da opposto che in posto 4 per Sorokaite.
Ma vediamo nel dettaglio le 14 atlete selezionate da Bonitta ruolo per ruolo.
Alzatrici: Eleonora Lo Bianco, Ofelia Malinov - In cabina di regia troviamo subito questo mix tra esperienza e gioventù che sembra una strada giusta da perseguire. Leo Lo BIanco non ha certo bisogno di presentazioni, è una leggenda del volley femminile italiano, ha vinto tutto con la Nazionale e a livello di club, e ancora adesso è una delle migliori interpreti mondiali del ruolo. La sua classe, la sua intelligenza pallavolistica saranno utilissime nei momenti decisivi dei match. Al suo fianco la giovanissima Malinov, figlia d'arte, e un talento cristallino: insieme alla Orro rappresenta il futuro del ruolo nella Nazionale azzurra. Dopo essere stata protagonista con tutte le selezioni azzurre juniores e dopo un'estate molto positiva con la Nazionale A, Bonitta ha deciso di portare lei all'Europeo lasciando a casa una giocatrice di valore come la Signorile. Oltre a una buona capacità di regia, dove di certo deve migliorare, ha dalla sua la capacità di essere molto incisiva in battuta, dove è capace di battere come una schiacciatrice ( ruolo ricoperto ai suoi inizi pallavolistici), e riesce ad essere molto incisiva a muro e con i suoi attacchi di seconda improvvisi.
Opposte: Nadia Centoni, Indre Sorokaite, Valentina Diouf - Anche in attacco osserviamo la presenza di Nadia Centoni, esperienza internazionale da vendere visti i tanti anni spesi all'estero sempre in club di altissimo livello che l'hanno portata a giocare da protagonista le massime competizioni internazionali. Agli scorsi Mondiali diede un grande contributo, non solo in termini tecnici, ma anche come apporto caratteriale e di positività trasmesso al gruppo. A fianco a lei Valentina Diouf, una delle note più positive degli scorsi Mondiali: sa essere devastante in attacco, dove può ancora migliorare specialmente nella gestione di alcun palloni non proprio nelle sue corde, e una presenza importante a muro, oltre a una battuta che sa mandare in crisi le ricezioni avversarie. Poi c'è Indre Sorokaite, la cui crescita nelle ultime stagioni è stata esponenziale: grande potenza e precisione nei suoi attacchi, riuscendo ad imprimere spesso anche una grande velocità alla palla; la sua pipe è una sentenza, le sue battute sono devastanti, ed ha questa grandissima qualità di poter giocare anche in posto 4, cosa che arricchisce le rotazioni e la varietà del nostro gioco. Ha un carattere sempre positivo e lo infonde a tutte le sue compagne.Probabilmente sarà lei a partire titolare.
Schiacciatrici: Antonella Del Core, Lucia Bosetti, Caterina Bosetti, Valentina Tirozzi - Reparto schiacciatrici molto variegato con un unico comun denominatore: la capacità di essere pronte ed incisive in ricezione e in difesa, e la capacità di mettere giù tanti punti in attacco fornendo buone opzioni alla palleggiatrice. La Del Core è la schiacciatrice con più esperienza, ha vinto tutto a livello di club, e sa essere formidabile in attacco. Lucia Bosetti la ritroviamo in Nazionale dopo l'infortunio che non le ha permesso di disputare i Mondiali e ne ha condizionato la sua stagione in Turchia: sa essere preziosissima in ricezione, le sue battute sono tra le più insidiose del circuito ed è una presenza in attacco. La sorella Caterina è molto dotata in attacco e in battuta, può migliorare in ricezione e sicuramente le esperienze in Brasile e Turchia le sono state molto utili. Infine c'è Valentina Tirozzi, Campione d'Italia con Casalmaggiore e autrice di una grande stagione; anche lei è sa essere devastante in attacco e in battuta e fornisce un ottimo apporto in difesa. Convocazione meritata che si è confermata per tutta l'estate: sarà una risorsa importante.



Centrali: Valentina Arrighetti, Martina Guiggi, Cristina Chirichella - Al centro troviamo una grande coppia con Arrighetti e Guiggi: entrambe con tanta esperienza di alto livello, una ha vissuto gli ultimi successi di Bergamo, l'altra le epopee di Novara e Pesaro ed inoltre hanno partecipato a pagine importanti della Nazionale. Sono una certezza dal punto di vista tecnico, sanno essere importanti con i loro muri e le loro fast. A fianco a loro la giovane rampante, quella Cristina Chirichella che già si è messa in luce ai Mondiali e che può crescere ancora tantissimo. L'impressione è che sarà lei a partire titolare e saranno Arrighetti e Guiggi ad alternarsi. La Chirichella ha molto talento e può migliorare a muro, dove a volte appare un po troppo scomposta e quasi svagata e in ricezione; attenzione alla sua battuta: quando entra produce aces e mette in grande difficoltà la ricezione avversaria. In un volley dove l'incisività al servizio sta diventando sempre più determinante, è un fattore da non sottovalutare.
Liberi: Monica De Gennaro, Stefania Sansonna - In questo ruolo credo che abbiamo le due interpreti migliori d'Europa e tra le prime tre mondiali. Monica De Gennaro è cresciuta tantissimo e l'anno scorso è stata eletta miglior libero dei Mondiali. Il suo livello è sempre altissimo, e le sue difese sanno essere formidabili ed in grado di iniziare buone ricostruzioni di gioco. Stefania Sansonna è arrivata tardi in Nazionale, non certo per colpa sua, ma il livello è lo stesso della De Gennaro. Le sue difese sfidano le leggi della fisica, ed insieme alla sua generosità ed alla sua grinta sanno trascinare la squadra ma anche il pubblico. Unito tutto ciò alla sua grande positività è anche un elemento cardine dello spogliatoio.
In definitiva, Bonitta ha cercato di costruire un gruppo non solo variegato e aperto a più soluzioni di gioco, ma anche un gruppo di un livello omogeneo, naturalmente tendente verso l'alto. Infatti in un torneo concentrato come il Campionato Europeo sarà fondamentale la gestione delle energie e avere la possibilità di esplorare molto la panchina senza perdere nulla delle caratteristiche della squadra può risultare un fattore determinante per arrivare fino in fondo. Tutte le giocatrici verranno impiegate, e tutte loro sanno di avere un ruolo importante per arrivare alla meta finale. In bocca al lupo a Coach Bonitta e in bocca al lupo alle Azzurre!